venerdì 26 giugno 2015

BLOG TOUR MANHATTAN BEACH: SESTA TAPPA

UNA STUDENTESSA UNIVERSITARIA
UN ATTORE HOLLYWOODIANO
16 OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE


Buonasera, lettori compulsivi!
Come vi avevo accennato, sto partecipando al blog tour di Manhattan Beach, chick lit della scrittrice spagnola Raquel Villaamil, pubblicato in Italia dalla ce italo - irlandese Libro Aperto International Publishing.



Questa è la sesta tappa del blog tour. Le altre tappe (ne sono previste otto) sono state ospitate dai seguenti blog: Ragazza in rosso Voglio essere sommersa dai libri Il cibo della mente Bookish Advisor Stelle nell'Iperuranio. Le ultime due tappe potrete trovarle su Chronicles of a Bookaholic (29 giugno) e su Leggendo Romance (3 luglio).


Prima di passare alla recensione e all'argomento di questa tappa, vorrei darvi alcune informazioni sul romanzo.


TITOLO: Manhattan Beach
AUTORE: Raquel Villaamil
EDITORE: Libro Aperto International Publishing
DATA DI USCITA: 30 marzo 2015
GENERE: Chick lit
GRAFICA: Catnip Design
PAGINE: 308
ISBN: 9781910442289

TRAMA:
Mirian è una ventisettenne di Madrid che lavora come architetto. Quando le si presenta l'occasione di frequentare un importante master a Los Angeles, la capitale del cinema, la coglie al volo, senza pensarci due volte. Per non soccombere al viaggio e alla nuova vita che l'aspetta, la ragazza decide di darsi degli obiettivi da raggiungere. Segnati su un quadernetto, questi obiettivi sono il suo centro.
Riuscirà a raggiungerli tutti? E soprattutto saranno davvero quelli i suoi obiettivi più importanti?
Tra una coinquilina un po' matta, un fantasma in camera, una sveglia che suona da sola, un computer arancione e un attore bellissimo in cerca di una sceneggiatura come fidanzato, ce la farà Miriam a non perdere la testa?

RECENSIONE:
Un romanzo accattivante, questo di Raquel Villaamil. Una chick lit fresca e divertente, ma sorprendentemente non banale. Scrivo 'sorprendentemente' in riferimento alle chick lit americane che ormai sono tutte uguali, tutte standardizzate, tutte banali. Invece, questa storia è tutto fuorché scontata.
Iniziamo presentando la protagonista, Miriam. Miriam è una ragazza normale, che studia architettura e che desidera perfezionarsi per poter svolgere al meglio il suo lavoro. E si ritrova immersa nella realtà dorata di Los Angeles senza perdere il suo disincanto. Divertente l'idea che lei conosca poco il cinema, ma senza far passare l'idea che la cosa sia troppo 'costruita'. Non è esperta di cinema, non le piace molto, ma non è completamente a digiuno da film!
Insomma, un personaggio realistico.
Stessa cosa si potrebbe dire degli altri personaggi, da Sandra, la coinquilina un po' svitata, che cerca di fare l'attrice più per la memoria di suo padre che perché lo desidera davvero, a Sean, 'attorucolo' in cerca di una sceneggiatura degna di tale nome, a Mario, il Negativo, compagno di corso di Miriam.
Personaggi complessi, tridimensionali, umani.
Molto coinvolgente anche lo stile utilizzato: descrittivo, ma non pesante. Ho particolarmente apprezzato gli scorci sui luoghi, descritti con perizia ma senza troppi particolari. E' uno stile, quello della Villaamil secco, preciso, ma anche divertente. Il suo è un umorismo diverso da quello a cui siamo abituati, ma non per questo meno funzionale o ironico.
La trama, come ho già accennato, è intrigante. Perché qui, nulla è davvero come sembra, eppure tutto segue una direzione ben precisa, nonostante le deviazioni. Che sono deviazioni improvvisate, ma semplicemente le deviazioni che ci fa compiere la vita ogni giorno, anche quando non ce ne rendiamo conto.
Insomma, è un ottimo romanzo, sicuramente da leggere, anche solo per passare piacevolmente un pomeriggio.
E ora, analizziamo insieme gli obiettivi di Miriam.

16 OBIETTIVI:
1) Arrivare a Los Angeles senza incidenti: sembra una passeggiata, vero? Arrivare in un posto - che sia Los Angeles o Madrid o Londra o qualunque altro - senza incidenti. Perché, diciamocelo, cosa può andare storto? Praticamente tutto! L'aereo può incontrare una turbolenza, il treno può accumulare ritardo, le valigie possono sparire senza lasciare traccia... E ci si può perdere nei nove terminali dell'aeroporto di Los Angeles! O non sapere leggere una cartina e finire in un altro posto, una volta usciti per le strade della città. Per fortuna, Miriam riesce a prendere l'autobus giusto...
2) Trovare il mio albergo, che il mio nome appaia nella prenotazione e che la stanza sia pulita: facile anche questo, no? Eppure chi viaggia non sarà del tutto d'accordo... Alberghi a quattro stelle che si rivelano topaie da due, prenotazioni confuse, perse, stanze piene d'insetti... Non vi è mai capitato? Fortunati! L'Hotel Kawada è vicino alla stazione, il personale gentile, la stanza carina. Altro? No, obiettivo raggiunto!
3) Trovare un alloggio più o meno decente: e questa è un'impresa, come qualunque studente fuori sede può raccontare (me compresa!) Affitti esorbitanti, stanze che sembrano uscite dal film L'esorcista, coinquilini creati da Tim Burton in persona. Anche Miriam è costretta a vedere più appartamenti prima di trovare quello giusto. Ma siamo sicuri che sia quello giusto? La stanza è bellissima, il prezzo è basso, ma se la coinquilina fosse psicopatica? O peggio: se ci fosse un fantasma?
4) Iniziare il master con il piede giusto: farsi notare dai professori, ma senza farsi odiare dai colleghi, evitare di fare brutte figure con i professori, cercare di fare al meglio gli esercizi... E nel caso di Miriam, farsi capire grazie al suo inglese non proprio perfetto! Ed evitare di fare la figura della provinciale con il professore, dicendo cosa davvero pensa del progetto vincitore del master di due anni prima: un obbrobrio!
5) Farsi degli amici: quando ci si trasferisce, non è facile incontrare subito persone con cui trovarsi in sintonia. Non sempre se ne ha subito la voglia, il tempo o semplicemente non sempre si incontrano le persone giuste. I colleghi che ti accettano nel gruppo di lavoro possono essere considerati amici? E i bellissimi modelli-aspiranti attori-aspiranti stilisti di cui si circonda Sandra - la coinquilina di Mirian - anche? Per Miriam sì. Anche perché all'inizio, meglio non essere troppo schizzinosi. Specie se sono tutti gentili e simpatici. A parte "il Negativo", si intende!
6) Buttarmi nella vita notturna di Los Angeles: e chi non lo vorrebbe? Los Angeles, le discoteche, i bar, gli attori famosi... E se vi portassero in una discoteca lungo Hollywood Boulevard? Un sogno, vero? Balli frenetici, corpi sudati, caldo bestiale... E confidenze sul terrazzino. Perché Miriam inizia a far parte del gruppo...
7) Conoscere Los Angeles: perché non si può vivere in una città del genere senza desiderare di girarla TUTTA! E se lo si fa in compagnia di un bellissimo attore - o aspirante tale (?) - che ti porta sotto la scritta Hollywood? Ci può essere qualcosa di meglio? Per Miriam sì: scoprire Los Angeles insieme alla sua sorellina. Perché le amiche e i ragazzi vanno e vengono, ma le sorelle sono sempre sorelle.
8) Uscire da Los Angeles: un fine settimana, campeggio, tenda, un attore sexy... e il suo nipotino! Un modo ideale di passare qualche giornata fuori città, no? ^_^
9) Immergermi nella cultura californiana: scrivere il finale di una sceneggiatura cinematografica e scoprire di uscire con un astro nascente del cinema sono sicuramente sintomo di appartenenza alla cultura californiana. O no?
10) Che qualche familiare si impietosisca e venga a farmi visita: in realtà, era già andata la sorella a trovarla, ma il giorno del suo compleanno anche i suoi genitori si presentano a Los Angeles. Perché della famiglia ne abbiamo sempre bisogno, nonostante tutto.
11) Uscire dalla California: qualcuno lo desidera davvero? Beh, se la destinazione fosse New York e se l'occasione fosse uno stage... Voi non lo fareste? Miriam ha qualche dubbio. E' davvero la sua grande occasione?
12) Conoscere qualche architetto importante: beh, decisamente questo è essenziale. Conoscere e farsi conoscere. E a New York ci saranno più possibilità che a Los Angeles?
13) Superare il master: e superarlo con un buon voto: in fondo, quella è la cosa principale. Miriam è andata lì per perfezionarsi e non lo dimentica di certo, pur presa dalle altre novità...
14) Sarebbe molto chiedere un lavoro duraturo?: questa è una domanda da un milione di dollari. Probabilmente sì, ma ci si deve provare. E non siamo in Italia, dove il lavoro è una mezza utopia ormai. A Los Angeles o a New York ci saranno delle occasioni per Miriam... Le coglierà?
15) Cos'altro chiedere se non una bella vacanza?: dopo aver lavorato tanto duramente, serve staccare. E dove altro si può andare se non a Venezia, durante la Mostra Internazionale del Cinema? Perché proprio lì? Magari c'entra con una sceneggiatura e con un certo attore....
16) Assistere a una partita dei Los Angeles Lakers: questa frase vi sembrerà forse senza senso, se non avete letto il romanzo. Eppure, vi è racchiuso forse tutto. E no, non posso dirvi di più, non stavolta. Volete saperlo? Leggete il romanzo!

REGOLE:
E ora, per finire, poche semplici regole per partecipare al GIVEWAY e vincere UNA COPIA DEL LIBRO:
1. segui i blog che partecipano al tour (obbligatorio) + 3 punti;
2. diventa fan delle pagine Facebook di Manhattan Beach e Libro Aperto International Publishing (obbligatorio) + 3 punti;
3. commenta almeno 2 tappe su 8 (obbligatorio) + 2 punti;
4. condividi l'Evento su Facebook (obbligatorio) + 2 punti;
5. condividi il BT su Twitter (facoltativo) + 1 punto;
6. quinta tappa del BT: raccontaci del tuo incontro imbarazzante... (facoltativo) + 3 punti;
7. sesta tappa del BT: quali sono gli obiettivi che ti proponi di raggiungere quando parti per un viaggio? (facoltativo) + 3 punti.

Per partecipare dovete cliccare qui:

A RAFFLECOPTER GIVEAWAY

Per il momento è tutto!

Biancaneve

mercoledì 24 giugno 2015

PROSSIME USCITE - NON CHIAMARMI PRINCIPESSA

Salve lettori,
quest'oggi vorrei parlarvi di Non chiamarmi principessa di Connie Jett, nuovo romanzo della ce Libro Aperto International Publishing, che sarà disponibile in libreria e sul sito della casa editrice a partire da lunedì 28.



Come potrete immaginare dal nome, Connie Jett non è italiana, bensì argentina. Classe 1983 ha studiato Filosofia all'Università di Buenos Aires e Comunicazione Interculturale all'Università di Genova. Dal 2002 vive in Europa, tra la Spagna e il nostro Bel Paese. E proprio in Italia ha lavorato come giornalista tv e per alcune riviste. Attualmente insegna in una scuola d'infanzia.
Ha al suo attivo varie pubblicazioni con la casa editrice spagnola Planeta. Tra i suoi romanzi, possiamo ricordare Mi colleciòn de secretos, a cui è stato assegnato il premio Miglior romanzo contemporaneo 2012 dal web romantico Autrici in Ombra.
Insomma, è una donna e un'autrice da tenere d'occhio.


Non chiamarmi principessa (titolo originario: No me llames princesa) è stato tradotto in italiano da Monica Landini, mentre la copertina è a cura di Catnip Design.
Racconta la storia di Katie, che disegna vestiti per bambini e ha la passione per i tacchi alti. Quando la storia con il suo capo naufraga miseramente, Katie decide di prendersi un anno sabbatico da dedicare esclusivamente a se stessa. Riuscirà a fare le scelte giuste e a tornare a credere nell'amore? Lo potrete scoprire a partire da lunedì 28.
Per il momento è tutto.

Biancaneve

martedì 23 giugno 2015

NEPHILIM

Salve, lettori. Lo so, vi ho imperdonabilmente trascurati per molti mesi, ma purtroppo lo studio matto e disperatissimo all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, presso cui sto seguendo il master di Drammaturgia e Sceneggiatura, mi ha costretta ad abbandonare qualunque progetto avessi in corso.
Ma ora che lezioni sono - finalmente (?) - finite, sono tutta vostra. Inauguro la nuova fase di questo blog con una recensione per l'angolo emergenti. Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che mi sta molto a cuore, Nephilim, del giovane scrittore romano Valerio la Martire.
Classe 1981, Valerio ha iniziato a scrivere a dodici anni e non ha più voluto smettere. Pur di non rinunciare a questa passione, ha svolto diversi lavori, tra cui il barman, il commesso, l'operatore turistico... E' stato volontario per Greenpeace e ha lavorato anche per l'Unhcr e per Medici senza frontiere. Insomma, si è decisamente dato da fare.
Adesso ha compiuto un'altra scelta coraggiosa: fare lo scrittore a tempo pieno. Scelta che può sembrare avventata, ma Valerio ha tutte le carte in regola per farcela.
Nephilim - Guerra in Purgatorio - primo romanzo di una trilogia urban fantasy - non è infatti il suo primo romanzo. Editi sono anche Ragazzi geisha (2009, ed. Libreria Croce), Stranizza (2013, ed. Bakemono lab.) e Nopperaboo! (2012, Bakemono lab.).
Nephilim è invece edito dalla ce Armando Curcio Editore. Scopriamolo insieme.


TRAMA:
Ryan è un Infernale. Jonathan è un Celestiale. Non potrebbero essere più diversi. Eppure, quando si incontrano e Jonathan salva la vita di Ryan, tra loro qualcosa cambia. Ma la loro storia è impossibile: le loro famiglie sono in guerra da millenni, nonostante la pace stipulata poco tempo prima.
La famiglia di Jonathan non può accettare che il loro figlio frequenti un Infernale, specie quell'Infernale. Gli amici di Ryan non possono sostenerlo anche in questo. E loro? Loro lo possono accettarlo? Possono accettarsi nonostante le diversità?
Una storia d'amore struggente sullo sfondo di una guerra eterna: la guerra dei Nephilim, figli dell'amore tra Angeli e umani (Celestiali) e Angeli caduti e umani (Infernali).

RECENSIONE:
Lo ammetto senza problemi. Quando il libro di Valerio mi è capitato tra le mani ero molto scettica. Come sapete, non amo gli urban fantasy, li trovo tutti uguali e - di solito - di scarsa qualità. Ma questo... Valerio ci impiega poche pagine a far cambiare idea su questa storia - tutt'altro che banale, nonostante l'apparente semplicità di fondo - e a far cadere tutti i pregiudizi sul genere.
Vuoi per uno stile di scrittura secco, preciso, coinvolgente, vuoi per la storia intricata, che non si limita a raccontare la storiella d'amore tra i due protagonisti, ma che coinvolge tante dinamiche e tanti personaggi, vuoi per la scelta di cambiare spesso punto di vista, in modo da ascoltare direttamente la voce di ogni personaggio...
Credo che la bellezza di questo romanzo sia proprio qui. Analizziamo insieme questi punti.
Come ho già accennato, lo stile di Valerio è secco, quasi chirurgico. Nessun orpello inutile, nessun adagiarsi su metafore fin troppo abusate, solo narrazione pura e semplice. Narrazione rapida, adrenalitica, che ti trascina dentro la storia senza mollarti un attimo. Non puoi fermarti. Devi andare avanti. Semplicemente avanti, fino alla fine, fino alla fatidica domanda: e ora? Non posso aspettare oltre, ho bisogno del secondo romanzo. Ne ho bisogno ADESSO.
Mi succede raramente di aver questo desiderio smodato del prossimo romanzo. E' uno dei motivi per cui non mi piacciono molto le saghe. Di solito, mi stancano. Questa no.
Lo stile del romanzo non si limita a quello che ho scritto sopra, perché Valerio ha deciso di osare in questo romanzo, mettendo insieme più stili: ogni personaggio, infatti, racconta un pezzo della storia e lo fa con la propria voce. In questo modo ogni personaggio è riconoscibile, ogni personaggio è caratterizzato. Anche se non dovessi leggere il nome di chi parla, capirai comunque chi sta parlando.
La storia d'amore tra i due protagonisti è sicuramente centrale, ma non invasiva. In che senso? Nel senso che l'autore non si concentra esclusivamente su questo aspetto, ma lo pone all'interno di una trama più vasta e intricata: la guerra fredda tra Infernali e Celestiali. Una guerra che ha tante componenti, tante fazioni, tanti risvolti, spesso imprevisti e imprevedibili.
Altro pregio è sicuramente il fatto di non aver usato come protagonisti i soliti vampiri o i soliti angeli e demoni, ma di aver rispolverato una figura poco nota dell'Antico Testamento: i Nephilim, appunto.
Insomma, se non è ancora chiaro, è un romanzo che vale la pena essere letto e non soltanto dagli amanti del genere urban. Se non vi siete ancora cimentati col genere e volete provare o se siete stanchi dei soliti urban triti e ritriti, questo è il libro che fa per voi!
Chiudo con un ultimo appunto. E questo mio appunto non può non essere su Val/Valerie. Val è uno dei personaggi della serie. E' un personaggio particolare, ambiguo, pieno di contraddizioni. Val è IL personaggio. Sapete che raramente mi innamoro seriamente di un personaggio (e non valgono i romanzi di Jane Austen, sia chiaro!). Beh, Val è una piacevole eccezione e spero di leggere di più di lui nel prossimo volume della saga.
Per il momento è tutto.

Biancaneve

domenica 19 aprile 2015

COLPA DELLE STELLE

Salve lettori compulsivi, rieccomi qui con il consueto appuntamento con la recensione domenicale. Oggi vorrei discutere con voi di uno dei libri più gettonati dello scorso anno, Colpa delle stelle di John Green.
Ammetto di essermi approcciata a questo romanzo con molta perplessità, sia perché ne stavano tessendo lodi che mi sembravano eccessive, sia perché non amo molto il genere - Young Adult.
Sarò stata delusa o sorpresa?


TRAMA:
Hazel Grace ha sedici anni e il suo cancro ai polmoni non le permette di respirare autonomamente. Per questo, Hazel non può avere una vita normale. Inoltre, nonostante sia definita un 'miracolo medico', la cura a cui si sta sottoponendo serve soltanto a tamponare la sua malattia e non a debellarla. Il suo destino è segnato.
Augustus Waters ha diciassette anni e una gamba amputata per via di un tumore alle ossa ormai guarito. Sempre allegro e spensierato, sembra mordere la vita.
Hazel e Augustus si incontrano a una riunione del gruppo di supporto per le vittime del cancro. I due si notano subito e nasce un'amicizia che, fin dai primi momenti, sembra destinata a evolvere in qualcosa di più.
Ma il loro non può essere un amore adolescenziale vissuto spensieratamente. Perché il cancro non ha ancora finito con loro.

RECENSIONE:
Questo romanzo è stato una sorpresa. Una piacevole sorpresa. Credo che sia stato uno dei libri sul cancro più belli che io abbia mai letto. Il modo in cui affronta la storia, parlando del dolore e della malattia con toni delicati eppure realistici, il rispetto che traspare per i personaggi e per la loro sofferenza, la semplicità e la chiarezza della storia mi hanno conquistata completamente.
Insomma, non è uno di quei 'drammoni' scritti per vendere. Che poi le vendite abbiano premiato John Green, è uno di quei casi che mi scaldano il cuore e mi fanno pensare che c'è ancora spazio in questo mondo per la Letteratura, quella con la L maiuscola, e non solo per la spazzatura commerciale di cui spesso siamo invasi.
Ma procediamo con ordine. Come ho già accennato la storia è semplice, lineare, ricca però di colpi di scena, per nulla scontati, che tengono il lettore avvinto alle pagine del romanzo. E' impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla storia di Hazel e Augustus, dal loro dolore e dalla loro speranza. Hazel è condannata a morte fin da piccolissima, eppure continua a lottare, a crederci, anche quando non ce la fa più. Augustus, ormai guarito, cerca di gettarsi alle spalle quell'esperienza traumatica che l'ha segnato a vita, anche nel fisico, e lo fa con un sorriso scanzonato sulle labbra.
Ma Augustus e Hazel non sono gli unici personaggi ben caratterizzati della storia. Viviamo, infatti, anche il dolore dei genitori che - per una volta! - non sono assenti, ma partecipano alle vicende dei figli.
Lo stile è molto delicato, ma al contempo realistico. Green riesce meravigliosamente a rendere gli aspetti 'spiacevoli' della malattia, descrivendoli anche in maniera dettagliata, ma senza soffermarcisi compiaciuto. Le sue descrizioni sono sempre ingentilite dalla compassione, che non nasconde le brutture, ma nemmeno le esalta.
In conclusione, credo che Colpa delle stelle sia uno di quei romanzi che tutti dovrebbero leggere, almeno una volta nella vita. Io l'ho fatto. E voi?
Per il momento è tutto.

Biancaneve

domenica 12 aprile 2015

TRE MINUTI...DI PURO GODIMENTO

Salve, lettori compulsivi, I'm back! Lo so, lo so. Sono imperdonabile. Sono sparita per mesi, lasciandovi orfani. Ma non ho smesso di pensarvi un solo istante e ho sempre saputo che sarei tornata da voi. In ogni caso, vi porgo le mie più sincere, sentite e umili scuse!
La mia assenza è stata dovuta a motivi personali. In ogni caso, ho continuato a lavorare per voi. Ho letto e scritto, scritto e letto. Quindi, non preoccupatevi: ho molto materiale con cui intrattenervi nei prossimi mesi!
Oggi è domenica quindi, come saprete, è l'ora della recensione. Oggi ho scelto per voi il secondo romanzo di una saga che io amo particolarmente: Tre minuti della giovane e carismatica Antonella Senese. Chi mi segue da un po', forse ricorderà che ho recensito il primo volume di questa trilogia, Tre minuti di me. Per chi non lo conosca, trova qui la recensione: http://biancanevecritica.blogspot.it/2014/10/tre-minuti-di-me.html
Il primo romanzo mi era piaciuto molto. Il secondo, Tre minuti solo per me, sempre edito dalla Libro Aperto International Publishing sarà all'altezza del precedente? Scopriamolo subito!


TRAMA:
Adam se n'è andato e Amie si ritrova sola, con il suo dolore, a cercare di riprendere in mano la sua vita. Torna a frequentare il college e tenta di ricostruirsi una vita, di andare avanti, con l'aiuto di Jen e, specialmente, di Jess, incaricato dallo stesso Adam, suo migliore amico, di tenerla d'occhio.
Adam, nel frattempo, sta cercando di sfondare, di ritagliarsi il suo spazio nel mondo della musica. Ci riuscirà?
Ma la vera domanda è: riusciranno i due a ritrovarsi? A colmare la distanza che lo stesso Adam ha creato? O andranno avanti con le loro vite?
Una storia intensa e struggente, vera e profonda. Perché niente è mai come sembra. E niente va mai come programmato.

RECENSIONE:
Non credevo che l'autrice potesse superarsi con questo secondo romanzo, anche perché, di solito, il libro intermedio di una trilogia è sempre quello più debole. Qui non è così. Questo capitolo è, senza ombra di dubbio, il punto focale della storia. Qui si scoprono verità insospettate, ma già sapientemente progettate e accennate nel primo volume.
Innanzitutto vengono approfonditi i personaggi che, nel primo, erano stati solo 'comparse', ovvero Jen e Jess. Quest'ultimo, in modo particolare, diventa quasi il vero protagonista della storia. Delineato in maniera magistrale, scopriamo non solo la sua storia e le radici del suo dolore, ma anche il suo carattere, finora messo in ombra da Adam. Ma ora che quest'ultimo non c'è, finalmente è giunta la sua ora.
Anche Jen è un personaggio che merita attenzione, da non sottovalutare perché ci riserverà delle sorprese, sia in positivo che in negativo.
Ovviamente, continua l'introspezione anche di Adam e di Amie, che vengono maggiormente definiti.
La storia è tutt'altro che banale. Procede a flashback, a più voci, in un intreccio intricato ma scorrevole. I colpi di scena sono forti e precisi. Anche se il primo vero cambiamento - alla base di tutta la storia - può scioccare all'inizio, continuando la lettura ci si rende conto che era inevitabile, che doveva succedere, che non poteva proprio non succedere. Ricordatevi: era già tutto scritto nel primo, tutto accennato, ma in una maniera così raffinata che era quasi impossibile accorgersene.
Un po' come fa la Rowling, avete presente? Che accenna, ma ci permette di capire solo successivamente quello che avevamo letto magari in un rigo della Pietra Filosofale.
Lo stile di Antonella, poi, migliora sempre di più. Scorrevole, fluido e, come ho già scritto sopra, raffinato, fa perdere completamente il lettore nel proprio mondo.
Insomma, la mia recensione non può che essere positiva. E resto in curiosa - e ansiosa - attesa del terzo e (purtroppo) ultimo romanzo della saga.
Come sempre, vi auguro una buona lettura.
Per il momento è tutto.

Biancaneve

mercoledì 19 novembre 2014

IULIA GRAY

Salve, gente, oggi sono qui con una nuova recensione per l'angolo emergenti. Voglio presentarvi "Iulia Gray", romanzo autopubblicato di Maria Rosaria Fioravante. Classe 1986, campana, laureata in pubblicistica e in filologia moderna, Maria Rosaria è prima di tutto un'appassionata lettrice di Tolkien e Conan Doyle (tra gli altri), le cui influenze si sentono in questo suo primo romanzo.
Scopriamolo insieme.


TRAMA:
Iulia Gray è una bambina infelice e vittima di abusi quando scopre la Musica. E sarà proprio questa la sua salvezza e al tempo stesso la sua condanna: mandata dal proprio padre in una prestigiosa accademia musicale, incontra qui l'uomo che la condurrà alla morte e l'uomo che le darà una nuova vita immortale, trasformandola in una vampira.
La ragazza abbraccerà questa nuova vita solo per poter proteggere la sua bambina neonata, che le hanno strappato: in questo modo potrà farla crescere negli agi, anche se non potrà mai vederla.
Mentre sua figlia cresce serena, Iulia si trova catapultata in un nuovo mondo e un mistero si affaccia all'orizzonte...

RECENSIONE:
Ottimo romanzo d'esordio, questo di Maria Rosaria Fioravante. Una storia originale, graffiante e avvincente, che ben si inquadra nel filone stokeriano dei vampiri (quindi, se siete in cerca di un nuovo Twilight, per favore stare lontano da questo romanzo!).
La storia inizia con Iulia Gray imprigionata in una cella e procede tramite lunghi flashback per svelarci il passato di questa vampira. In questo mantiene costante l'attenzione del lettore, rendendo impossibile abbandonare il romanzo e facendo desiderare immediatamente il seguito (è il primo di una saga, ndr).
Tutto ciò è dovuto anche all'utilizzo da parte della giovane autrice di uno stile duttile, che ben si adatta alle diverse situazioni presenti nel romanzo: divertente e interessante è, ad esempio, l'uso del dialetto napoletano, in una parte della storia.
Ho apprezzato molto il ricorso alle antiche ballate in lingua gaelica, che l'autrice ha usato con grande perizia, inserendo testo e traduzione a fianco.
I personaggi sono ben caratterizzati, affascinanti e soprattutto molto "umani". Sembra un controsenso (dal momento che si tratta di vampiri), ma in realtà non lo è: non sono infallibili, non sono invulnerabili, non sono perfetti. Sbagliano e possono essere uccisi, come tutti noi.
Sostanzialmente è una storia molto fruibile. In che senso? Nel senso che il merito dell'autrice è di aver creato una storia che va oltre l'etichetta di "storia di vampiri". I vampiri sono protagonisti e, al tempo stesso, sfondo della vicenda, cosa che rende gradevole la lettura anche a chi - come me - non è amante di questo tipo di storie.
Il romanzo di Maria Rosaria Fioravante si potrebbe definire più un thriller con sfondo gotico che un urban fantasy. Iulia e Matthew Trent (altro importante personaggio del romanzo) sono anche detective. Siete pronti per risolvere il loro caso?
Per il momento è tutto.

Biancaneve

domenica 16 novembre 2014

UN VERO MASTERPIECE

Salve lettori, rieccomi con l'abituale recensione domenicale. Oggi ho scelto di leggere e criticare per voi La distanza da Helsinki, romanzo d'esordio di Raffaella Silvestri. Se il nome non vi risulta estraneo è perché l'avete udito spesso in tv: la Silvestri ha infatti partecipato al discusso primo talent show per scrittori, Masterpiece, classificandosi seconda.
Non vi nascondo che, avendo seguito il programma (come voi saprete), ho tifato per lei. Sono stata affascinata fin dal primo momento dalla determinazione di questa ragazza poco più grande di me, dalla sua intelligenza e dalla sua sicurezza. Così mi sono ritrovata a pensare che se Masterpiece non era del tutto un bluff (come si riteneva negli ambienti letterali più colti), la Silvestri era sicuramente da tenere d'occhio.
Quando si è classificata seconda, mi è dispiaciuto molto, anche perché temevo che non avrei potuto leggere il suo romanzo, la cui trama mi aveva già incuriosito in trasmissione. Tuttavia, la Bompiani ha deciso di pubblicare anche il suo libro. E per fortuna!


TRAMA:
Viola è una sedicenne milanese che si sente sempre fuori posto. Kimi è un sedicenne finlandese autistico che non riesce a comunicare se non tramite i tasti del suo pianoforte. Si conoscono a Londra, a un corso d'inglese estivo e diventano amici e, forse, qualche cosa di più, un qualcosa che però non riesce a sbocciare.
Un mese. Questo è tutto il tempo che i ragazzi hanno prima di tornare alle loro vite di sempre, prima di continuare a vivere l'uno senza l'altra. Un mese intenso, divertente, a tratti arrabbiato.
E dopo i due cercano di tenersi in contatto, ma Kimi non risponde alle email, perché ha un rapporto difficile con le parole. E così il mese diventa un giorno. Un giorno all'anno, in cui i due amici cercheranno di sentirsi, di vedersi, di toccarsi, di annullare la distanza che li separa, la distanza da Helsinki, dove il ragazzo vive.

RECENSIONE:
La distanza da Helsinki è uno di quei romanzi che non si vorrebbe finire di leggere. Non perché sia noioso e lo si voglia abbandonare, ma perché non si desidera altro che continuare a leggerlo, all'infinito. Si desidera vivere in quelle pagine per non lasciare sola Viola, per abbracciare Kimi almeno una volta...
E' un romanzo intenso. La storia è forte, ma tutt'altro che pallosa. E' coinvolgente, prende per mano il lettore e lo trascina a Londra, poi a Milano, poi a Helsinki, poi di nuovo a Londra... Permette una conoscenza approfondita dei personaggi, intima quasi.
La storia è narrata dai diversi punti di vista dei due protagonisti: questo, però, senza usare la prima persona e neanche la tecnica - ormai inflazionata - di scrivere due diverse versioni dello stesso avvenimento da parte dei due personaggi.
Lo stile di Raffaella Silvestri è molto interessante. E' uno stile duttile, a tratti colto, a tratti semplificato. Buona l'idea di utilizzare mezze frasi in inglese, per rendere meglio alcuni concetti (scelta peraltro giustificata dal fatto che quasi metà della storia si svolge a Londra).
Nota di merito: aver reso l'autismo di Kimi in modo autentico. L'autrice non ha calcato la mano su questo particolare, non ha inserito isterismi inutili, non ha reso Kimi patetico o da compatire. E questa è stata la cosa che più mi è piaciuta di questo romanzo.
Potrei parlarvi per ore di questo libro, ma mi fermo qui. Sapete perché? Ve lo dirò: è quel tipo di romanzo che non si può descrivere, si deve leggere e basta. Ed è questo il mio consiglio: leggetelo, perché vi farà ridere, piangere, sperare, sognare, arrabbiare...
Leggete questo libro. E' il miglior romanzo che mi sia capitato fra le mani negli ultimi mesi. E per dire così, vuol dire che è realmente un 'masterpiece'.
Per il momento è tutto.

Biancaneve