martedì 4 marzo 2014

INTERVISTA A LICIA TROISI

Ed eccomi qui, mie cari lettori, con la tanto attesa intervista a Licia Troisi. Non credo che questa scrittrice abbia bisogno di presentazioni, tuttavia per quei pochi che ancora non conoscono il suo nome e il suo lavoro - colmate subito questa lacuna!! - vi do qualche cenno su di lei. 
Classe 1980, esordisce giovanissima con la Mondadori, per cui scrive tuttora. Una delle migliori scrittrici di fantasy italiano, in dieci anni di carriera ha pubblicato tantissimo: la trilogia de Le cronache del Mondo Emerso, a cui segue la trilogia de Le guerre del Mondo Emerso. Chiude la saga la trilogia de Le leggende del Mondo Emerso. Nel frattempo pubblica anche una saga in cinque libri per bambini, La ragazza drago. Da ultimo, ha pubblicato i primi tre libri della sua nuova saga, I regni di Nashira. 
Ma Licia Troisi non è solo questo, è anche un'astrofisica. Non siete ancora impressionati? Beh, è solo perché non avete letto i suoi libri!



BIANCANEVE (B): Ciao Licia, benvenuta nel mio blog e grazie mille per avermi concesso quest’intervista. Sei una donna poliedrica: scrittrice, astrofisica, moglie e mamma. Come riesce a conciliare tutto questo?
LICIA TROISI (LT): Grazie per l’invito! Dunque, credo che i segreti siano la disciplina e la passione. Se ami quel che fai, sei pronto a qualche sacrificio per continuare a farlo. Allo stesso tempo, ho sempre cercato di compartimentare la mia giornata: un tot di ore dedicate giornalmente a una cosa, un tot di ore all'altra. Ci vuole un po’ di organizzazione, insomma. Poi, certo, adesso come astrofisica lavoro saltuariamente, collaborando ogni tanto con l’università, e questo mi semplifica le cose.


B: Hai esordito giovanissima, a soli ventiquattro anni, con un grande editore quale la Mondadori, diventando in breve tempo un’autrice affermata. Credi che abbia giovato il fatto di aver scritto un fantasy in un periodo in cui in gli autori italiani che si cimentavano in questo genere letterario erano pochissimi?
LT: Non credo si sia trattato tanto di questo, quanto del fatto che in quel periodo il fantasy stava per esplodere come fenomeno di massa. La Compagnia dell’Anello uscì mentre stavo finendo di scrivere le Cronache, e dunque iniziava a esserci richiesta di fantasy da parte del pubblico.

B: Il Mondo Emerso ha fatto la tua fortuna, ma ormai il ciclo è concluso. Cosa ti ha lasciato questa saga?
LT: Moltissimo. Una parte di me continua a vivere là, e si sente a suo agio quando ci torna, il che capita ogni tanto con qualche raccontino collaterale (quelli per la Smemo, ad esempio). Del resto, gli devo il mio successo.

B: Questa è una domanda da fan. Adoro il personaggio di Sennar e ho seguito con attenzione il suo cambiamento tra le Cronache e le Guerre. Devo ammettere di non averlo molto apprezzato all'inizio perché minava l’idea romantica che avevo di lui. Tuttavia, dopo aver riletto l’intera saga l’anno scorso, mi sono resa conto che era la naturale evoluzione del personaggio. Com'è nato il personaggio di Sennar? E, soprattutto, perché hai deciso di riprenderlo e di trasformalo nelle Guerre?
LT: Inizialmente doveva nascere e morire con la scena del pugnale, sul tetto di Salazar, non era altro che un ostacolo sul cammino di Nihal. A me però piacciono molto le dinamiche di coppia, per cui si è rapidamente trasformato nella “spalla” di Nihal, il personaggio che l’avrebbe completata e salvata. Per quel che riguarda la sua evoluzione nelle Guerre, è stata una diretta conseguenza dell’aver fatto morire Nihal. Nihal non è morta alla fine delle Cronache proprio perché mi sembrava che avrei fatto un torto troppo grosso a Sennar; la sua presenza però è diventata per me ingombrante, per cui l’ho uccisa. Senza Nihal, Sennar non poteva evolvere in nessun altro modo.

B: Nihal è un’eroina e San, suo nipote, un assassino. Come mai?
LT: Mi sembrava un’idea forte, che dalla maggiore eroina del Mondo Emerso venisse fuori una delle sue maggiori minacce. E poi, anche in questo caso, mi è sembrata un’evoluzione naturale del personaggio, dopo la morte di Ido. Del resto si tratta di un bambino solo, che, proprio perché non aveva più alcuna figura adulta di riferimento, non è mai riuscita a crescere.

BPassiamo alla tua ultima trilogia, I regni di Nashira. È insolito per un autore fantasy “abbandonare” il mondo che ha creato per forgiarne uno nuovo. La maggior parte (Martin, Tolkien, Brooks, solo per citarne alcuni) continuano le loro saghe per tutta la vita. Coma mai questa scelta innovativa e coraggiosa?
LT: In termini di libertà creativa, per quel che riguarda le ambientazioni, mi sembrava che il Mondo Emerso non fosse più in grado di darmi stimoli. Avevo voglia di creare mondi nuovi, senza alcun limite; in effetti mi sono divertita davvero molto a creare Nashira.

B: Ne I regni di Nashira racconti di una casta sacerdotale che, pur di proteggere il proprio potere, è disposta a tutto. È una casta sacerdotale corrotta, infedele, quasi sacrilega. C’è un qualche riferimento alla Chiesa cattolica contemporanea?
LT: Non a tutta la Chiesa cattolica, che è una realtà ben più multiforme di quanto non si creda, e che per altro sembra pure essersi avviata su una strada di rinnovamento, ma a una parte della Chiesa certo. In realtà facevo riferimento a qualsiasi struttura che sfrutti la sensibilità popolare a fini di potere. Mi interessava soprattutto l’oscurantismo inteso come arma per tenere sotto controllo la gente; ho sempre creduto che uno dei grandi problemi del nostro tempo sia l’ignoranza diffusa, che ci rende meno consapevoli e più manipolabili.

BA Nashira si vive all'ombra degli alberi e spesso sugli alberi. C’è qualche collegamento con Il barone rampante di Italo Calvino?
LT: No, quanto meno non coscientemente. Non ci avevo mai pensato prima di questa domanda, ma in effetti Il Barone Rampante è uno dei miei libri preferiti, da ragazzina lo adoravo. L’idea di base, in verità, era quella di avere un mondo in cui non fosse possibile vedere il cielo: io sono un astrofisico, il cielo è una parte importante della mia vita, mi divertiva l’idea di un popolo per il quale fosse invece tabù.

B: Nei tuoi romanzi ci sono personaggi inquietanti con le sembianze di bambini, come il Tiranno e Grif. Qual è il motivo?
LT: Per molto tempo ho avuto problemi col mio corpo, che non corrispondeva all'immagine che avevo di me stessa. È una cosa che ho più o meno risolto solo di recente. Credo che la non corrispondenza tra aspetto fisico ed età di tanti personaggi venga fuori da questo. Inoltre, mi è sempre sembrata una buona idea quella di sposare all'idea di innocenza che ci comunica l’infanzia un certo grado di malvagità. Per altro, i bambini sono tutt'altro che naturalmente buoni.

B: La ragazza drago è ambientato nel mondo reale. Lo possiamo considerare il primo urban fantasy italiano?
LT: No, non credo sia stato il primo. Poi io collego all’urban fantasy un’idea un po’ più…metropolitana, in cui giochi un ruolo importante appunto la città, il senso di alienazione che essa comunica…Invece nella Ragazza Drago conta molto l’elemento naturale, come in quasi tutti i miei libri. Insomma, non so se definirlo un urban fantasy, ma io non sono molto pratica di definizioni di genere.

B: In ognuno dei tuoi romanzi personaggi non secondari sono i draghi. Da dove deriva questa tua passione per questi animali mitologici?
LT: È un’ossessione che ho fin da piccola. Uno dei primi giocattoli che ho mai avuto (e che poi è passato a mia figlia) è stato un pupazzo di Elliot il Drago Invisibile, della Disney, e adoravo i cartoni animati di Grisù, il drago che voleva fare il pompiere. Credo che tutte queste cose mi abbiano influenzata. A posteriori, posso dire che dei draghi mi piace il fatto che volino (io non amo farlo, ho avuto a lungo paura degli aerei) e che essi rappresentano per me il lato più selvaggio e al tempo stesso possente e meraviglioso della natura.

B: Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Ora che la saga di Nashira si è conclusa, a cosa stai lavorando?
LT: In realtà la saga di Nashira non è conclusa, conterà quattro libri e il quarto uscirà a inizio 2015. Al momento sto lavorando su due fronti. Sto concludendo l’editing di Pandora, una nuova saga ambientata nel nostro mondo ma sempre con elementi magici. Al momento si sa che Pandora è il nome della protagonista, che il coprotagonista si chiama Sam, e che è infarcito di un certo humor nero. Al tempo stesso sto lavorando su un libro nuovo, autoconclusivo, sul quale al momento non posso dire molto, se non che sui social network lo chiamo NICDAP, che poi sarebbero le iniziali del titolo di lavoro.

lunedì 3 marzo 2014

LE SPADE DEI RIBELLI

Oggi, per quanto non sia domenica, sono tornata con una nuova recensione. Dal momento che domani uscirà l’intervista a Licia Troisi, voglio postarvi la recensione al secondo volume della sua ultima saga, I regni di Nashira. Il romanzo si intitola Le spade dei ribelli.

Vediamolo insieme.


TRAMA:
Avevamo lasciato Saiph e Talitha in fuga, salvati dall’eretico immortale. Ma l’uomo non è il salvatore che tanto hanno cercato o, forse, deluso dagli uomini e dai loro comportamenti, non vuole esserlo e così li abbandona. Ma i due giovani non si rassegnano e decidono di seguirne le tracce.
Durante questo “inseguimento”, vengono fermati da un gruppo di ribelli Femtiti, che imprigionano Talitha, mentre Saiph viene trattato con tutti gli onori, essendo diventato il simbolo della rivolta, il primo vero ribelle, anche se lui in realtà non lo è mai stato e non si sente tale.
Dopo una serie di circostanze, Talitha viene liberata e comincia a servire come combattente la causa femtita, mentre Saiph diventa sempre più insofferente e vorrebbe proseguire la missione. L’unico ostacolo è Talitha, che sente di aver finalmente trovato il suo posto nel mondo.
Cosa farà Saiph? Andrà via da solo? O resterà a fianco della bella talarita di cui è – evidentemente – innamorato?

RECENSIONE:
Questo secondo appassionante capitolo della saga di Nashira non è da meno del precedente. Ricco di suspance e colpi di scena, questo romanzo brilla per una evoluzione dei personaggi, già ben caratterizzati nel primo. Talitha ha preso in mano la sua vita - o almeno così crede - facendo quello che ha sempre sognato: combattere per una causa che ritiene giusto; Saiph mette in luce la sua sete di conoscenza e di avventura; Megassa - il padre di Talitha - diventa sempre più arido, violento e assetato di vendetta...
Questa volta a essere messi in evidenza sono gli intrighi politici, che già presenti in nuce nel precedente, ma assieme le prime avvisagli di innamoramenti - adolescenziali o duraturi? - che sviano anche un po' l'attenzione dalle molte battaglie. La Troisi si conferma tra le migliori a descrivere queste scene, rigorosamente scarne ma efficaci, semplici e dure. 
Insomma, il romanzo non delude, anche se in un certo qual modo è quasi un romanzo "di passaggio", nel senso che si configura come un'anticipazione di quello che succederà nel terzo. 
Cosa succederà ne Il sacrificio
Leggetelo e lo scoprirete. Poi magari lo commentiamo insieme. 
Per il momento è tutto. 

Biancaneve

domenica 2 marzo 2014

I REGNI DI NASHIRA - IL SOGNO DI TALITHA

Salve lettori, martedì uscirà qui sul blog l'intervista a Licia Troisi, la più celebre autrice fantasy italiana. Per l'occasione, la recensione domenicale sarà dedicata proprio a lei e alla sua ultima saga, I regni di Nashira. Oggi vi parlerò del primo volume, Il sogno di Talitha e domani del secondo, Le spade dei ribelli.
Buona lettura!


TRAMA:
A Nashira l'aria è un bene prezioso perché è prodotta solo dagli alberi e trattenuta da una pietra arcana. Per questo motivo le città sorgono all'ombra degli alberi, che impediscono di vedere i due soli, Miraval e Cetus. Ma non è questo l'unico motivo per cui gli abitanti di Nashira, i Talariti (padroni) e i Femtiti (schiavi) non guardano mai il cielo: un'antico dogma religioso lo vieta. Perché?
E' quello che cerca di scoprire Talitha, giovanissima talarita figlia di un potente e influente conte del Regno dell'Estate, quando viene mandata in monastero per prendere il posto della sorella maggiore Lebitha, morta improvvisamente in circostanze misteriose. 
In ballo, la salvezza del mondo. Riuscirà Talitha, insieme al suo fedele schiavo Saiph, a scappare dal monastero per portare a termine la sua missione?

RECENSIONE:
Un romanzo delicato ma incisivo questo di Licia Troisi, una storia forte ma delicata. Con la saga I regni di Nashira, questa autrice, pur restando nell'ambito fantasy, rivela una crescita rispetto ai primi romanzi, in modo particolare alle Cronache del Mondo Emerso (che, per una questione meramente affettiva, dal momento che con quei personaggi ci sono cresciuta, rimangono comunque i miei preferiti, nda). 
Ricco di colpi di scena, il romanzo riesce a tenere il lettore col fiato sospeso fino all'ultima pagina, lasciandolo alla fine insoddisfatto e desideroso di dedicarsi immediatamente all'altro volume, per scoprire come evolverà la vicenda.
La Troisi affronta in questa saga temi scottanti come la schiavitù e i maltrattamenti a essa connessi, il conflitto generazionale padre-figlio, l'oscurantismo dovuto a una parte della casta sacerdotale... E la fine del mondo, forse influenzata dall'indimenticabile 21/12/2012? - chissà!
Ma non finisce qui. I personaggi sono grandiosi, fortemente caratterizzati, anche se non sempre coerenti con se stessi. Umani e verosimili, insomma. E, pur avendo scritto storie in cui le protagoniste sono molto simili tra loro - giovani donne guerriere - riesce comunque incredibilmente a renderle uniche.
Lo stile poi è secco, deciso, semplice, privo di inutili orpelli. Tuttavia, allo stesso tempo riesce a rendere con un'efficacia quasi poetica le descrizioni e a scrivere metafore sulle condizioni psicologiche dei personaggi delicate e struggenti.
Insomma, se non lo avete ancora letto, mi sto sinceramente chiedendo: cosa state aspettando??
Per il momento è tutto.

Biancaneve

giovedì 27 febbraio 2014

LE DIFFICOLTA' DI UNA SCRITTRICE IN UN...TACCHINO!

Salve lettori, per l'angolo emergenti voglio quest'oggi presentarvi Viola, vertigini e vaniglia, romanzo d'esordio di Monica Coppola. Il libro si è classificato tra i primi 100 nell'importante competizione "Il mio esordio" (III edizione, 2013), ed è stato poi autopubblicato dall'autrice su sito kataweb, interessante piattaforma. 
Il romanzo ha avuto una lunga genesi. L'autrice ci ha infatti lavorato per ben tre anni, ma l'idea è più antica: parte, infatti, da una raccolta di racconti scritti quand'era solo una ragazzina. E' poi riuscita a trasformare quest'idea in un romanzo vero e proprio grazie all'aiuto di Gessica Franco Carlevero, insegnate della scuola Holden, che le ha - in pratica - fatto da tutor o - meglio - da personal editor. 
Monica Coppola ha trentanove anni, una laurea in Lettere Moderne, un marito, due figlie, un criceto e un blog. Si occupa di marketing e comunicazione e, nel tempo libero, scrive. 
Cosa può emergere dalla lettura del suo libro? Scopriamolo insieme.


TRAMA:
Viola aspira a diventare una scrittrice ma la precarietà di questo mestiere la costringe a lavorare in un call center dove si vende pesce surgelato. Almeno fino a quando nella sua vita non torna Emma, il "vulcano rosso", la sua migliore amica, fumettista che lavora in America. E' lei a metterla in contatto con Tancredi, giovane e affascinante editor che profuma di borotalco, che la convince a licenziarsi per scrivere storie sul tacchino Poldino. 
A ostacolarla il terrore di non essere all'altezza, soprattutto di sua cugina, Matilde, celebre archistar, osannata da sua madre e dalle sue zie "floreali", con cui ha un rapporto difficile. 
Riuscirà Viola, con la sua allergia alla vaniglia e le sue vertigini, a spiccare il volo?

RECENSIONE:
Un romanzo sicuramente interessante. Frizzante e allegro, si legge facilmente, sempre col sorriso sulle labbra. La storia regge per tutto il tempo, anche se il finale - devo ammetterlo - è un po' deludente: troppo eclatante e poco verosimile, ricorda molto i finali di Sophie Kinsella. Io personalmente avrei preferito qualcosa di più sobrio e più in linea con il resto del romanzo. 
Per il resto, il romanzo non ha altri difetti. I personaggi sono gradevoli e ben sviluppati, ognuno con una propria storia e con un carattere ben definito. Tancredi, pur essendo "figo", non è il classico belloccio tutto muscoli, stalker e "ringhioso" come i protagonisti maschili degli ultimi romanzi in circolazione, così come Viola non è la solita "sfigata idiota" alla Bella Swan per intenderci. 
Anche lo stile è buono. Poco pretenzioso, semplice e lineare, senza troppi orpelli inutili. Scorrevole e molto ironico. 
Insomma Viola, vertigini e vaniglia è un buon romanzo d'esordio. L'autrice promette bene e spero di leggere presto un suo nuovo romanzo. Nel frattempo, voi leggete questo! 
Per il momento è tutto. 

Biancaneve

mercoledì 26 febbraio 2014

IL BLOG DELLE ANTEPRIME

Salve lettori, 
torno a occuparmi della casa editrice che questo blog ha "adottato". Quest'oggi voglio presentarvi il loro blog ufficiale: http://libroapertoedizioniblog.wordpress.com/about-2/ 
Oltre alla presentazione della casa editrice e dei suo autori, il blog si occupa di postare anteprime dei suoi romanzi e dei suoi manuali, in modo da farli conoscere e apprezzare. 
Fateci un salto, chissà che non troviate qualcosa che possa piacervi. 
Per il momento è tutto. 

Biancaneve

martedì 25 febbraio 2014

Intervista con Roberto Ricci

Rieccomi, lettori. Oggi voglio condividere con voi l'intervista con l'emergente Roberto Ricci, il "parrucchiere del brivido", com'è stato più volte definito. Di lui vi ho già parlato nell'angolo emergenti.



Biancaneve (B): Salve, grazie per aver accettato di essere intervistato in questo blog. Da parrucchiere a scrittore di thriller/horror. Come è successo?
Roberto Ricci (RR): Sono ancora un parrucchiere anche se dal 2012 denominato scherzosamente "parrucchiere del brivido". Il tutto è avvenuto per puro caso. La passione di scrivere storie thriller - horror, l'ho sempre avuta. Per festeggiare il ventennale della mia attività, ho deciso di autopubblicarmi un libro di racconti, da regalare a clienti, amici e parenti, per fare una cosa originale che fosse rimasta nel tempo....cosa meglio di un libro? Uno di questi racconti, " Il Cappotto", l'ho contemporaneamente mandato al concorso "Racconti nella rete", legato al Festival LuccAutori, vincendo a sorpresa l'edizione 2012, e divenendo a sua volta un cortometraggio di grande successo in rete. Da quì, è partito il tutto. L'eco mediatico è stato buono, anche se il libro è rimasto una mia autoproduzione. 
B: I suoi racconti sono davvero buoni. Tuttavia, si è autopubblicato. Come mai? E cosa pensa dell’autopubblicazione? 
RR: Nella risposta alla prima domanda, c'è la risposta anche a questa. Aggiungo che l'autoproduzione, è inutile dal punto di vista di cercare di farsi un nome o sperare di farsi notare da qualche casa editrice......se si hanno due soldi da spendere, la si può fare solo per soddisfazione personale e senza aspettarsi chissà che.
B: Da dove ha preso lo spunto per L’inquietante nottambulo, a mio parere il racconto migliore della raccolta?
RR: L'inquietante Nottambulo, è una storia che come tutte le altre, mi è venuta in mente di notte....a letto. Mi alzo di scatto, e qualsiasi ora sia, mi metto a scrivere. Anticipo che questo racconto, diventerà un fumetto a cui sta lavorando Elisabetta Gentilini Raffioni, una giovane e brava disegnatrice di Ancona.
B: Sta per uscire un nuovo libro. Anche questo è autopubblicato o si è rivolto a una casa editrice? Di cosa tratterà? Può svelarci qualcosa?
RR: Ad Aprile, uscirà il mio nuovo libro, stavolta con una casa editrice. Saranno ancora racconti: sei inediti, più i quattro di "Respiro Tagliente", che in questo modo potranno essere letti da un pubblico più vasto. Tra gli inediti, uno "Specchi Infranti", sarà molto lungo...un piccolo romanzo. Un regista di film horror, perseguitato da un misterioso assassino.....il cinema e la letteratura, si mescoleranno in un giallo da brivido. Un secondo racconto "Guanti Neri", diventerà un cortometraggio diretto da Federico Tadolini, giovane regista Toscano già noto nell'ambiente per "Orgia di Sangue", e "Il Collezionista", lavori apprezzatissimi in vari Festival del settore. Insieme, abbiamo intenzione di farvi prendere qualche bello spavento!!!!!!
B: Quali sono i suoi progetti per il futuro?
RR: Progetti futuri? L'uscita del libro...il nuovo cortometraggio...il fumetto in lavorazione...e tutta la promozione che seguirà i rispettivi lavori.....direi che per ora è abbastanza. Senza dimenticare il mio lavoro principale. Anche se da brivido, resto in primo luogo PARRUCCHIERE!!!!!!!!!

lunedì 24 febbraio 2014

IL RICETTARIO LIBROSO

Salve lettori,
oggi voglio presentarvi la mia rubrica su Caffè News, il Ricettario libroso. Ogni settimana troverete un articolo che affronterà temi riguardanti il mondo dei libri e dell'editoria. Non si tratta di consigli, bensì di "pillole di ironia". I pezzi verranno condivisi nella pagina apposita, che trovate qui su.
Spero che vi divertirete nel leggerli.
Per il momento è tutto.

Biancaneve