domenica 17 novembre 2013

VOLTATI E SORRIDI

Salve lettori, oggi voglio farvi conoscere un nuovo scrittore che mi ha letteralmente stregata, arrivando nel giro di due settimane a essere considerato dalla modesta opinione della sottoscritta uno dei migliori autori contemporanei esistenti. Si tratta di uno scrittore americano semisconosciuto in Italia, Jonathan Tropper. Classe 1970, insegna Scrittura al Manhattanville College. Ha esordito con Tutto può cambiare, storia romantica di una famiglia media, e della famiglia - in modo particolare di rapporti problematici tra padre/figlio, padre/figlia - parlano tutti i suoi quattro romanzi finora editi in Italia. Di Tutto può cambiare vi parlerò in uno dei miei prossimi post. Oggi, invece, vorrei spendere due parole sull'ultimo romanzo, Voltati e sorridi, il romanzo che me l'ha fatto conoscere.


TRAMA:
Drew Silver è un fallito. A quarantaquattro anni non si aspettava certo di vivere in un residence per uomini divorziati, di aver distrutto ogni rapporto con la figlia diciottenne Casey, di guadagnarsi da vivere vendendo il proprio sperma alla banca del seme e suonando la batteria a matrimoni e feste varie e di ritrovarsi grasso e triste.
Ma la sua vita non è sempre stata un autentico disastro. Una manciata di anni prima era felicemente sposato con Denise e aveva inciso un disco con la sua band che l'aveva reso famoso. Ma quando il cantante del gruppo li ha mollati per tentare - con successo - la carriera solistica, la band si è sciolta, il suo matrimonio è fallito a causa dei suoi molteplici tradimenti, e il suo declino è cominciato. E' ingrassato e si è chiuso in un guscio da cui non vuole uscire. E' come sospeso in un limbo, ad aspettare che quel momento passi.
Ma un giorno tutto cambia. La figlia Casey corre da lui a rivelargli che è incita e a chiedere il suo aiuto e, poco dopo, lui ha un aneurisma celebrale lieve. Sopravvive, ma il medico, promesso sposo di Denise, la sua ex moglie, lo avvisa: se non si farà operare, potrà morire da un momento all'altro. Silver decide di non farsi operare.
Inizia così un periodo frenetico della sua vita: la sua apatia è scomparsa, comincia a recuperare un rapporto con la sua famiglia e in particolare con Casey e Denise. E così, quella che sembrava una condanna a morte si trasforma in una promessa di vita, una vita che non è più in attesa, ma vissuta.

RECENSIONE:
E' un romanzo straordinario. Commuovente, tenero, realistico. E' un romanzo che parla di vita vera, con tutte le complicazioni del caso. Silver è un antieroe dei giorni nostri e tale rimane anche dopo aver scoperto che sta per morire. Il suo cambiamento è lento, ma Silver non smette di combinare casini. Anzi, inizia a combinarli proprio in quel momento. Non c'è alcun miracolo, nessuna redenzione. Silver ricomincia semplicemente a vivere, senza rimanere in attesa, sperando che le cose cambino per magia, ma agendo per cambiarle, anche commettendo errori.
I personaggi sono molto profondi. Oltre al protagonista, sviscerato in ogni dettaglio, c'è tutta una gamma di personaggi mai stereotipati, anche se all'inizio qualcuno può sembrarlo. Casey non è una ragazza che per vendetta contro il padre va a letto con chiunque, come ci si aspetterebbe. E' una brava ragazza e, sorprendentemente, era la sua prima volta. Jack, il migliore amico e vicino di Silver, non sembra altri che un pervertito, uno che si diverte a guardare le studentesse e ad andarci a letto quando può. Ma quella che sembra superficialità reca il marchio indelebile della sofferenza per il matrimonio fallito e per l'amore che ancora lo lega alla moglie e al figlioletto che l'hanno bandito dalle loro vite. E così via... Ogni personaggio reca in sé molto più di quello che emerge, quello che mostrano agli altri. E' come se tutti indossassero una maschera, che va lentamente in pezzi - in alcuni casi solo per pochi secondi - quando Silver, a causa della malattia, comincia a straparlare: l'uomo non riesce ad
arginare i suoi pensieri che vengono messi a nudo di fronte a tutti perché, senza rendersene conto, li esprime ad alta voce.
Lo stile poi è semplicemente sublime. Uno stile a volte secco, deciso, al limite della volgarità ma senza esserlo mai realmente, in altre delicato e fragile. Uno stile che mette a nudo i comportamenti umani con tutte le loro fragilità, mai banale, e che sorprendentemente non usa mai - e sottolineo il mai - frasi da cioccolatino. Le riflessioni sono serie e ci offrono qualcosa a cui pensare, come ogni storia che scrive.
Ma il vero protagonista di questo e dei suoi altri romanzi è la speranza. La speranza di poter cambiare le cose, che la propria vita possa cambiare in meglio, ma non si tratta necessariamente di cambiamenti epocali: sono cambiamenti come il recupero di un rapporto con un figlio, con una famiglia, il recupero della propria identità, di se stessi.
In definitiva, Jonathan Tropper è un vero maestro e i suoi romanzi valgono la pena di essere letti, sognati, desiderati...
Quindi mi permetto di darvi un piccolo consiglio: leggetelo, perché non potreste pentirvene.
Vi auguro, dunque, una buona lettura!
Per il momento è tutto.
 
Biancaneve

domenica 10 novembre 2013

LA REGINA DETRONIZZATA

Un libro vende per la fama del suo autore o per il modo in cui è scritto? Verrebbe da pensare che la risposta esatta sia, purtroppo, la prima. Un libro vende spesso in base a quanto famoso sia l'autore. Ed è proprio il caso de The Cuckoo's Calling (la traduzione italiana del titolo del romanzo Il richiamo del cuculo non rende giustizia all'arguzia di chi l'ha inventato: Cuckoo non è il cuculo, che in effetti non c'entra niente con la storia, ma il soprannome della vittima) che la "mamma" di tutti i Potteriani, Joanne Rowling, ha pubblicato con lo pseudonimo di Robert Galbraith.
Il romanzo infatti è stato un flop all'inizio. Pur avendo ricevuto fin da subito diverse critiche positive (editor e scrittori  avevano già da tempo affermato che non poteva trattarsi del lavoro di un esordiente), le copie vendute erano state poche. Dopo l'annuncio che a scriverlo era stata zia Row il romanzo ha avuto un boom di vendite ed è stato tradotto in tutte le lingue.
Ma questo romanzo merita davvero il successo che ha ottenuto?
Scopriamolo insieme.


TRAMA:
A Londra non c'è nessuno che non abbia sentito parlare del suicidio di Lula Landry, modella di colore nota ai tabloid per i suoi eccessi, i suoi capricci e la sua quasi sovrannaturale bellezza.
Un caso semplice, archiviato nel giro di un paio di giorni, anche se la stampa ha continuato a parlarne per mesi. Tuttavia, non tutti sono sicuri che si sia trattato di un suicidio e tra questi c'è suo fratello, che si rivolge a Cormoran Strike, investigatore privato sull'orlo della bancarotta, per supplicarlo di aiutarlo a scoprire la verità.
Cormoran, ex soldato che ha perso mezza gamba in servizio, dopo qualche esitazione accetta l'incarico e si immerge, con l'aiuto della segretaria interinale Robin, nel mondo sfavillante di Lula, scoprendo che dietro il suicidio della modella si cela, in realtà, l'omicidio perfetto.
Quasi perfetto.

RECENSIONE:
Lo devo ammettere: questo romanzo mi ha delusa. Mi aspettavo molto di più da questo libro, vista l'enorme pubblicità, le critiche positive, e un'autrice del calibro di J.K. Rowling. The Cuckoo's Calling è un buon giallo - neanche troppo originale a dire il vero - ma non è eccezionale. Buono, ma non ai livelli della Rowling. Buono, ma non abbastanza.
La trama è piuttosto banale e si può scoprire l'assassino abbastanza in fretta. Cresciuta con Agatha Christie - dove non si riesce quasi mai a scoprire l'identità dell'assassino, perché gli indizi che dissemina con tanta cura pur essendo sufficienti sono troppo velati - sono abituata a giudicare i gialli in base alla mia capacità di scoprire o meno il colpevole o in quanto tempo ci riesco: un giallo veramente riuscito non dovrebbe permettere che il lettore comprenda il gioco dello scrittore. In questo libro alla Rowling questa capacità manca: è forse perché è il suo primo giallo? Probabile. Potrebbe non avere ancora una completa padronanza del genere a cui vorrebbe dedicarsi (ha già confermato che pubblicherà altri romanzi con Cormoran Strike come protagonista). In questo caso le auguro di riuscire a stupirmi la prossima volta.
Lo stile è quello feroce ma allo stesso tempo delicato che si può riscontrare anche in The Casual Vacancy, privo però di quell'ingrediente in più che tiene il lettore incollato alle pagine, incapace di abbandonare la lettura fino a quando non arriva alla fine. Ho letto il romanzo, ma non l'ho divorato. Lo stile è quasi perfetto - potrei dire - ma non cattura il lettore. Il romanzo procede a rilento, quasi appesantendosi, a parte forse le ultime centocinquanta pagine, un po' più scorrevoli.
L'approfondimento dei personaggi è l'unico elemento veramente degno di nota. E' qui che si riconosce finalmente la Rowling. I personaggi sono unici, autentici, realistici in modo quasi impressionante, ognuno con la sua storia, una storia che non si limita esclusivamente al caso (come nella maggior parte dei gialli), ma che comprende tutta la vita fino ad allora vissuta. E questo vale per tutti i personaggi, compresi quelli minori.
Non si può non rimanere folgorati da Cormoran Strike, la figura che domina la narrazione, anche fisicamente data la sua mole. Il suo carattere, la sua storia personale, il suo aspetto fisico. E' questo che attrae il lettore in realtà e lo spinge a cantare le lodi di questo romanzo mediocre rispetto agli standard a cui questa autrice ci aveva abituati.
Con questo romanzo, palesemente un autogoal, la Regina della letteratura inglese contemporanea è stata detronizzata. Momentaneamente? Lo spero. Per certo potrò dirvelo solo quando uscirà il suo prossimo romanzo.
Per il momento è tutto.
 
Biancaneve

giovedì 7 novembre 2013

La Libro Aperto alla Fiera della Microeditoria di Chari

Salve lettori,
vorrei informarvi che la Casa Editrice Libro Aperto Edizioni da domani venerdì 8 a domenica 10 novembre sarà presente con tutti i suoi titoli e con le ultime novità alla Fiera della Microeditoria di Chiari (BS).
La Dottoressa Antonella Senese, Direttore Editoriale, e Roberta Liberti, Responsabile dell'Ufficio Stampa, saranno presenti con un loro stand venerdì 8 dalle ore 17:40 alle ore 22:00, sabato 9 dalle 10:00 alle 22:00 e domenica dalle 10:00 alle 20:00.
Questa rassegna è giunta alle sua XI edizione. Si terrà nella splendida località di Villa Mazzotti, a Chiari (BS).
Chiunque potesse e/o volesse recarsi alla Fiera può incontrare la Libro Aperto e toccare con mano la qualità dei suoi libri.
 
Per il momento è tutto.
 
Biancaneve

domenica 3 novembre 2013

JANE AUSTEN COLPISCE ANCORA

Salve gente,
oggi voglio parlarvi di una delle mie autrici preferite, Jane Austen. So già che molti di voi - i ragazzi in modo particolare - alzeranno gli occhi al cielo e scuoteranno la testa. Jane Austen, una delle più insulse scrittrici di romanzetti rosa per adolescenti, che tratta storie d'amore banali, condite da balli briosi e chiacchere sciocche. Questa è l'opinione generale che gli uomini hanno dei sei romanzi di Jane Austen. E anche molte donne la pensano allo stesso modo.
Ma è davvero così? Ve lo lascio spiegare da William Deresiewicz, che fino al 2008 è stato professore associato di inglese presso l'Università di Yale. Nel suo La vita secondo Jane Austen, a metà tra romanzo autobiografico e saggio su Jane Austen, Deresiewicz analizza con grande perizia in sei capitoli i sei romanzi di questa scrittrice e, nel contempo, ci trasmette tutta la sua grande passione verso gli stessi, ben consapevole di essere una voce fuori dal coro.
Ora criticherò quest'opera per voi.


TRAMA:
William Deresiewicz ha ventisette anni e frequenta il secondo anno di perfezionamento dopo la laurea per diventare professore universitario. E' un ragazzo presuntuoso, uno di quelli che si credono intellettuali solo perché hanno letto più dei loro coetanei e superiori a chiunque non abbia almeno una laurea. Si iscrive a un corso intitolato "Storia del romanzo", dove il suo professore gli assegna da leggere Emma di Jane Austen. Il ragazzo è deluso e, inizialmente, lo legge pieno di pregiudizi e - com'era prevedibile - il romanzo non gli piace. Lo trova insulso, banale, privo di passione, quasi asettico. Non lo capisce. Solo arrivato a pochi capitoli dalla fine ha come una sorta di illuminazione: comprende le intenzioni dell'autrice e ne rimane colpito. Nella crudeltà e nell'insensibilità di Emma il giovane riconosce sé stesso. Come lui, la protagonista del romanzo è fondamentalmente buona e crede di agire nell'interesse dei suoi amici, mentre in realtà cerca solo un modo per evitare la noia. Con questa nuova consapevolezza, William rilegge il romanzo dall'inizio e scopre, man mano, che ogni singola frase, ogni singola parola persino - anche la più insulsa - è volta verso un unico determinato fine: la consapevolezza che anche le piccole cose sono importanti.
Una volta terminato Emma, un po' per via dei corsi che segue e un po' vinto dalla passione e dalla curiosità, William legge gli altri cinque romanzi in quest'ordine: Orgoglio e Pregiudizio, L'abbazia di Northanger, Mansfield Park, Persuasione, Ragione e sentimento.
Ognuno di questi romanzi lo aiuta a compiere un percorso di crescita interiore. Non accade nessun miracolo: semplicemente William impara a crescere, a rispettare chi gli sta intorno, a non giudicare gli altri con uno sguardo, a non fidarsi troppo delle prime impressioni e a vivere. William continua a commettere errori, ma con una nuova consapevolezza riesce a riconoscerli e a diventare un uomo migliore.

RECENSIONE:
E' un romanzo delicato questo di William Deresiwicz, ma allo stesso tempo un saggio puntuale. Diversamente dai libri dedicati allo studio di questa celeberrima autrice, questo professore ha avuto l'intelligenza di coinvolgere il lettore - stanco delle solite trattazioni sempre un po' asettiche di questo tipo di argomenti - raccontando una parte del proprio vissuto personale, mentre analizza le opere. Dunque, invece che a un saggio, ci troviamo di fronte a un romanzo autobiografico.
Tuttavia, non bisogna pensare che questo sia uno dei tanti romanzetti rosa che in questo periodo vanno tanto in voga, riuscendo a ritagliarsi una gran fetta di pubblico sfruttando il nome di Jane Austen o i suoi personaggi.
Così non è. La vita secondo Jane Austen resta, in ogni caso, un'opera divulgativa che mira ad attirare non solo un ristretto circolo di studiosi, ma anche gli appassionati lettori e gli spassionati detrattori di questa scrittrice.
In definitiva è un'opera frizzante e divertente, ma allo stesso tempo istruttiva, che si consiglia di leggere in contemporanea ai romanzi di Jane Austen: un romanzo e un capitolo, in ordine.
Quindi avete molto da leggere: vi auguro una buona serata e una buona lettura :)
Per il momento è tutto.
 
Biancaneve

Ps: mi sembra inutile parlare dello stile che è, naturalmente, impeccabile.

mercoledì 3 luglio 2013

IL DIAVOLO ANNOIATO

Salve a tutti, lettori. Eccomi di nuovo con un'altra recensione. Questa volta voglio occuparmi di un best seller da cui è stato tratto uno dei film più amati e forse anche più belli degli ultimi anni: Il diavolo veste Prada. Il romanzo è stato scritto da Lauren Weisberger, che prima di diventare una scrittrice ha lavorato come assistente della direttrice di  Vouge America, Anne Wintour. 
Si vocifera che il romanzo sia in qualche modo autobiografico e che il personaggio di Miranda Priestley sia ispirato proprio ad Anne Wintour, che appare alla fine del romanzo come avversaria di Miranda. La Weisberger ha smentito la notizia, eppure le somiglianze tra le due sono tali da non poter essere ignorate: entrambe le donne indossano, infatti, un capo di abbigliamento che le contraddistingue (un foulard bianco di Hermes la Priestley, gli occhiali da sole la Wintour), sono fiduciarie del "Metropolitan Museum of Art", hanno problemi a ricordare i nomi delle persone, sono nate a Londra, non hanno mai frequentato l'università, si sono distaccate dalla famiglia d'origne, indossano la taglia statunitense 0 e hanno due figli da un matrimonio precedente. Senza contare che si ritiene che la Wintour abbia fatto pressioni agli stilisti citati nel libro perché non apparissero nel film come comparse: in caso contrario lei non avrebbe promosso le loro creazioni sul suo giornale. La minaccia ha - evidentemente - avuto successo. Nel film, infatti, l'unico stilista che compare è Valentino Garavani.
Dopo tutto ciò, si può ancora credere alle dichiarazioni di Lauren  Weisberger?


TRAMA:
Andrea "Andy" Sachs è una ragazza ventitreenne neolaureata in giornalismo, in cerca di un lavoro. Si trova così a fare - senza molto entusiasmo per la verità - un colloquio per la prestigiosa rivista di moda Runway, venendo assunta come seconda assistente della direttrice della rivista, la terribile Miranda Priestley. Pur non essendo un vero lavoro da giornalista, la ragazza accetta il posto per fare gavetta e perché le hanno assicurato che se fosse riuscita a resistere un "solo" anno agli ordini di Miranda, la stessa direttrice le avrebbe, con la sua influenza, procurato il lavoro dei suoi sogni.
Andrea si trova così catapultata in un mondo per lei nuovo e frenetico, che però non riesce completamente ad amare, forse anche per colpa di Miranda, che non la tratta come una persona, ma come un automa che deve sempre eseguire i suoi ordini, per quanto impossibili.
Andy è così stressata che perde ben cinque chili, anche perché non riesce sempre a trovare il tempo di mangiare, dovendo star dietro alle richieste strampalate di Miranda, che la chiama a ogni ora del giorno e della notte. E, in alcuni casi, addirittura la donna, dopo averla fatta girare di corsa per tutta New York, non vuole più quello che le ha chiesto e, anzi, la rimprovera per aver eseguito i suoi stessi ordini!
Nel frattempo la vita privata di Andrea rischia di andare a rotoli, perché lei non ha più tempo per nessuno, neanche per se stessa in realtà.
Dopo tutto ciò, riuscirà la ragazza a resistere "solo" un anno in quella rivista di matti?

RECENSIONE:
Il romanzo è narrato in prima persona e questa, pur essendo una scelta intelligente perché permette al lettore di conoscere esattamente quel mondo folle da una persona che di quel mondo non farà mai veramente parte, tuttavia non consente un approfondimento psicologico dei personaggi, che risultano piatti. La stessa Miranda è ritratta in maniera monodimensionale, senza sfumature: Miranda è la "strega cattiva", il "diavolo" appunto, il capo che ammazzeresti senza provare alcun rimorso. Ma non vengono indagati i motivi psicologici per cui Miranda si comporta in quel modo: se è semplice atteggiamento da snob, se è una maschera con cui nascondere la propria natura in un mondo che ti divora se non sei all'altezza delle aspettative, se è sempre stata così, ecc.
Quella di Miranda Priestley dovrebbe essere in un certo qual modo la figura dominante del romanzo, ma viene ridotta a una piccola e meschina donna che si da troppa importanza. Non ha nulla della psicologia che le ha donato l'interpretazione magistrale di Meryl Streep nell'omonimo film.
Lo svolgimento della storia è un po' noioso. Manca, infatti, la brillante vivacità del film. C'è qualcosa di monotono nel libro, quasi che la scrittrice non voglia scoprirsi troppo, forse per timore di eventuali ritorsioni della Winotur o forse perché inesperta. Gli altri romanzi, infatti, tutti successivi a questo, per quanto non eccezionali, sono più piacevoli proprio perché più movimentati.
Per quanto riguarda poi gli altri personaggi, solo quello di Andrea Sachs è ben definito, mentre gli altri sono semplici comparse, in un tentativo non riuscito di arricchire la storia.
Nel complesso il libro è noioso e anche un po' banale.
Il diavolo veste Prada è uno dei rarissimi casi in cui il film è decisamente superiore al libro.
Che altro dire? Negli Stati Uniti è da poco edito il seguito di questo libro, La vendetta veste Prada, in cui ritroviamo gli stessi personaggi dieci anni dopo (così come dieci anni sono intercorsi tra il primo e il secondo romanzo). In Italia uscirà a breve. Spero vivamente che sia migliore, che l'autrice sia cresciuta.
Aspettando di scoprirlo, per il momento è tutto.
 
Biancaneve

mercoledì 19 giugno 2013

CONTEST LETTERARIO

Salve a tutti, lettori. Questo post in realtà riguarda più gli aspiranti scrittori che non i lettori, anche se in qualche modo riguarda anche voi perché potrete votare. Ora vi spiego meglio.
La Casa Editrice Libro Aperto Edizioni, con cui collaboro tramite questo blog (per informazioni circa questa casa editrice di Roma date un'occhiata a post più vecchi), ha indetto un contest letterario, che si intitola "Scrivo... dunque". In pratica ogni aspirante scrittore può partecipare con un massimo di due racconti - che non devono superare le cinquemila battute ciascuno! - sul tema della scrittura.
Si può descrivere la propria situazione di scrittore, le proprie aspirazioni e i propri sogni se questi hanno a che fare con la scrittura, una storia che rifletta la propria personalità di autore o anche - più semplicemente - una storia inventata che abbia come protagonisti assoluti la scrittura e/o lo scrittore.
Il Contest sarà pubblico e si svolgerà interamente sulla pagina Facebook della Libro Aperto Edizioni https://www.facebook.com/pages/Libro-Aperto-Edizioni/401432379950498 dove i racconti potranno essere letti e valutati.
A partire dal 17 giugno 2013 tutti gli interessati potranno inviare i propri racconti, corredati di una foto rappresentativa a scelta dello stesso autore, dopo essere diventati fan della pagina Facebook della Libro Aperto Edizioni.
Tutti i racconti pervenuti verranno condivisi sulla pagina periodicamente a partire dal 1 luglio 2013 in ordine di arrivo, raccolti in un album fotografico della pagina stessa.
Ed ecco ora la parte che riguarda i lettori. Chiunque, infatti, potrà esprimere la propria preferenza per massimo due racconti. Ogni “Mi piace” verrà conteggiato come un punto, mentre ogni “Mi piace” di fan della pagina verrà conteggiato come 2 punti.
La scadenza è fissata per il 30 settembre 2013, mentre ci sarà tempo fino al 15 ottobre 2013 per esprimere la propria preferenza per tutti i racconti pubblicati e per dare modo agli ultimi arrivati di avere la giusta visibilità.
I racconti dovranno essere inviati in formato .doc insieme alla foto di riferimento all’indirizzo mail:
inediti@libroapertonewgeneration.com
Il racconto che riceverà il maggior numero di voti sarà il vincitore e il suo autore si aggiudicherà la possibilità di pubblicare un suo manoscritto in ebook gratuitamente con la Libro Aperto Edizioni (l’offerta resterà aperta per un periodo di sei mesi dalla proclamazione del vincitore. Il manoscritto verrà pubblicato previa valutazione e approvazione della Casa Editrice).
L’ebook verrà distribuito e venduto in tutti gli store online.
I racconti dei primi cinque classificati verranno raccolti in un’antologia del concorso che verrà pubblicata in formato elettronico dalla Casa Editrice e venduta attraverso il sito www.libroapertoedizioni.it e attraverso Amazon.
Iniziativa interessante, vero? Immaginate di riuscire a vincere il primo premio. Se avete già un manoscritto chiuso in qualche cassetto, potrete riuscire a pubblicarlo in formato ebook. E' un'ottima cosa, non trovate? E se anche non riusciste a classificarvi primi, ma tra i primi, potrete comunque vedere pubblicato il vostro racconto in un'antologia formato ebook. Ma mettiamo il caso che non doveste riuscire a classificarvi tra questi primi cinque, tenete conto che - comunque - vi farete leggere da qualcuno (sia della casa editrice che del pubblico di lettori), invece di continuare a tenere tutto quello che scrivete in una cartella del vostro computer.
Inoltre - se tutto questo non dovesse bastarvi - c'è un ulteriore motivo per partecipare, molto valido se siete accaniti lettori: per tutto il periodo in cui il Contest resterà aperto a tutti i partecipanti verrà riconosciuto uno sconto del 20% sui titoli in catalogo della Libro Aperto Edizioni.
Non vi basta neanche questo? Bè, allora, signori miei, siete proprio ingordi! :)
Piuttosto se qualcuno fosse interessato e volesse ulteriori informazioni, può mettersi in contatto direttamente con la casa editrice a questo indirizzo di posta elettronica: direzioneeditoriale@libroapertoedizioni.it.
Bene, a questo punto non mi resta che dirvi: partecipate numerosi e a tutti in bocca al lupo!
Per il momento è tutto.
 
Biancaneve

martedì 18 giugno 2013

INNO ALLA VITA

Salve a tutti, lettori. Sono tornata con una nuova recensione. Questa volta mi occupo di uno scrittore semisconosciuto in Italia, Matthew Quick. Alla maggior parte di voi questo nome non dirà niente. In effetti, di lui in Italia è stato pubblicato un solo libro, il suo romanzo d'esordio. Ora, per questo motivo, forse vi aspetterete una critica negativa da parte mia. In Italia è stato pubblicato solo un libro di questo autore, ergo non è un buon scrittore. Bene, vi sbagliate di grosso. Matthew Quick è davvero uno Scrittore con la S maiuscola.
Come abbiamo assodato, il nome dell'autore non vi dice niente. Ma il titolo del libro vi farà scattare un campanello nella testa. Il titolo del romanzo è Il lato positivo. E sì, proprio lo stesso titolo della bellissima commedia romantica diretta da David O. Russell, che ha come protagonisti l'affascinante Bradley Cooper e la giovanissima Jennifer Lawrence.
Non so chi di voi l'ha visto, ma questo film ha ottenuto ben otto nomination agli Oscar (migliore attrice protagonista, miglior attore protagonista, migliore attrice non protagonista, miglior attore non protagonista, miglior film, migliore sceneggiatura non originale, miglior regia, miglior montaggio), anche se poi ne ha vinto uno solo (miglior attrice protagonista per Jennifer Lawrence).
Sono andata a vedere il film al cinema perché mi incuriosiva, e ne sono rimasta colpita. La storia non era scontata e neppure eccessivamente semplice. Così ho cercato il libro e l'ho letto. E l'ho trovato anche migliore di un film molto ben riuscito. Ora vi spiego perché è così buono e perché dovreste leggerlo (se non l'avete già fatto). In realtà vi consiglierei sia di leggere il libro che di vedere il film (scegliete voi in quale ordine).
 



TRAMA:
Patrick "Pat" Solitano è stato ricoverato nel "postaccio" (un ospedale psichiatrico) per un "tempo indefinito" (quattro anni) per qualcosa che è successo con l'ex moglie Niki. La donna l'ha lasciato, ma lui, ancora innamorato, tiene un diario in cui trascrive tutte le sue azioni volte a migliorare il proprio carattere per cercare di diventare l'uomo che la donna vorrebbe accanto: perdere peso, fare palestra, leggere tutti i libri che Niki - un'insegnante - fa leggere ogni anno ai suoi alunni. Questo diario poi, una volta ricongiuntosi inevitabilmente con la moglie, lo farà leggere a lei, in modo che la donna capisca quanto lui la ami e quanto stiano bene insieme.
Pat è infatti convinto che lui e la moglie siano - in un certo senso - "destinati" a stare insieme. L'uomo vede la sua vita come un film diretto da Dio, che prevede il lieto fine (il ricongiungimento con Niki) dopo una serie di prove (il perdere peso, la lettura, ecc.). E se la prende con chiunque tenti di scoraggiarlo: nella vita bisogna credere in qualcosa ed "essere positivi" sempre.
L'unica che sembra volerlo aiutare è Tiffany, la cognata del suo migliore amico, che ha perso il marito mentre Pat era nel "postaccio". Il senso di colpa per la morte del marito le ha fatto combinare tutta una serie di cazzate e l'ha portata alla depressione e agli psicofarmaci. La donna si offre di mettersi in contatto con Niki, se Pat farà qualcosa per lei: partecipare a una gara di ballo. L'uomo accetta, riconoscente.
Riuscirà Pat a riconquistare Niki? Ci sarà l'"inevitabile" lieto fine di questo film diretto da Dio?

RECENSIONE:
Il libro è davvero ben scritto. Nonostante il romanzo si sviluppi in prima persona, sotto forma di diario, è presente un'introspezione dei personaggi approfondita e molto curata. E' chiaro che ogni personaggio è visto dal punto di vista di Pat, ma - nonostante ciò - l'approfondimento psicologico dei personaggi va molto oltre i suoi giudizi e le sue impressioni. Ogni personaggio non è vivo attraverso Pat, ma è una persona con dubbi, paure, gioie, idee...
Pat è un uomo con le idee chiare: l'unica cosa che vuole è recuperare un rapporto con sua moglie, farsi perdonare per tutte quelle che lui vede come mancanze: l'essere ingrassato, non aver letto i libri che lei amava, essersi concentrato solo sullo sport. Non riflette su quello che la moglie gli ha fatto, sul perché lui è finito in una clinica psichiatrica e deve prendere psicofarmaci e andare da uno psichiatra una volta alla settimana. L'unica cosa di cui gli importa è recuperare il suo matrimonio. E' più di uno scopo: è un'ossessione.
Lo sport la fa da padrone in questo libro: basti pensare alla palestra che la madre di Pat gli fa creare nel garage, e in cui Pat passa le sue giornate ad allenarsi; le lunghe corse che Pat fa ogni giorno, spesso con la compagnia silenziosa di Tiffany, che lo insegue; le partite di football americano che Pat, la sua famiglia e il suo psicanalista seguono (sono tifosi dei Philadelphia Eagles).
Ben studiata e molto ben realizzata è la figura del padre di Pat. E' un uomo taciturno, che sembra quasi odiare il figlio, con cui si rifiuta di parlare da quando è tornato dal "postaccio". Questa cosa mette in crisi il rapporto con la moglie, sempre sul punto di scoppiare in lacrime. Originale e molto commuovente l'evolversi del rapporto sia tra moglie e marito, sia tra padre e figlio.
Ma è Tiffany il personaggio più importante. Tiffany è una donna fragile, che nasconde questa sua fragilità dietro una maschera fatta di sfacciataggine. E' una donna sola che ha bisogno di affetto e di qualcuno che capisca la sua situazione. E' convinta che la morte del marito sia stata colpa sua e per questo motivo sta rovinando lentamente la sua vita. Si è fatta cacciare dal lavoro, si trucca troppo, esce solo con uomini che vogliono usarla, e non riesce a lasciarsi andare. L'unica cosa che la fa stare davvero bene è il ballo, disciplina in cui è davvero eccezionale.
E' sviluppato in maniera delicata lo sviluppo del rapporto che si instaura tra Pat e Tiffany. Una simpatia istintiva, forse, ma che diventa collaborazione, affetto, stima reciproca, anche se intaccata dallo stato mentale e dai problemi psichici che affliggono entrambi.
La storia è raccontata con uno stile fluido, che mescola sapientemente il flusso di coscienza con la narrazione delle vicende accadute.
Nel complesso il romanzo è commuovente, delicato e scritto davvero molto bene. Ne servirebbero di più di scrittori come Matthew Quick, capaci di raccontare storie forti con grazia, leggerezza, ma senza tralasciare la componente tragica, in una società in cui tutti ormai - anche i calciatori, i cantanti, le "casalinghe disperate", ecc. - si credono scrittori.
Per il momento è tutto.

 

Biancaneve